
Carolina Marconi
“Carolina, hai un tumore”.
È una frase che non dimenticherò mai. Mi ha fatto esplodere il cuore.
Mi ha tolto le parole. Correvo. Piangevo. Mi sentivo morire.
Non ho tempo per il tumore, mi ripetevo. Devo fare un figlio.
La mia vita non doveva andare così. Non erano questi i piani.
Quella notte non ho dormito. Ma l'indomani ho trovato una forza in me che non pensavo di possedere. Mi sentivo forte, sono asciugata le lacrime e ho deciso che avrei combattuto quella battaglia.
Ci sono stati giorni duri in cui mi sono sentita debole, stanca.
Giorni in cui l'unico desiderio era dormire. Esistono solo i dolori alle ossa, le vampate, per la menopausa forzata, la nausea, la testa che ti esplode.
Giorni in cui non mi sono riconosciuta più guardandomi allo specchio.
Dopo aver perso i capelli, quella testa pelatina, senza ciglia, senza sopracciglia, mi sono sentita nuda, un'altra persona. Nonostante tutto, non ho mai permesso alla malattia, al cancro, di togliermi il sorriso.
Davanti a ogni sfida ho cercato di tirare fuori la parte migliore di me e ringrazio la mia famiglia, gli amici, il mio compagno, il mio splendido compagno, che non mi ha mai, mai, mai, lasciata sola.
La prima medicina è la famiglia. Voglio dire a tutte le donne che dovessero vivere il cancro.
Il cancro non dipende da noi, ma lo spirito di come lo affronti sì!
E non permettete al cancro di togliervi la voglia di vivere!
