
Carolyn Smith
Da piccola ero vivacissima, per questo mia madre ebbe l’idea di iscrivermi ad un corso di danza classica per sedare la mia esuberanza che, a suo giudizio, era esagerata. Avevo solo quattro anni. Il risultato fu esattamente l’opposto. La musica, il ritmo era parte integrante della mia famiglia, un elemento fondamentale, quasi taumaturgico… ma questo lo compresi solo molto più avanti, in particolar modo, quando iniziai la mia battaglia contro il tumore al seno. La radio era sempre sintonizzata su frequenze in cui la musica era sempre presente, l’enorme collezione di dischi in vinile.
La mia vita, sin da piccola, è stata scandita da suoni e passi. Un amore, quello per la danza, che ho inevitabilmente ereditato dai miei genitori, sempre pronti ad interrompere quello che stavano facendo per ballare assieme. Alla fine i miei genitori gettarono la spugna di fronte al mio dinamismo costante, comprendendo che la danza era troppo importante per me.
Li ebbi accanto in tutto: seguivano sempre più da vicino la mia formazione, mi accompagnavano regolarmente ai corsi di ballo ed alle prime gare, mi incoraggiavano a fare sempre meglio. Mi rendo conto sempre più che - senza di loro - non avrei raggiunto tanti traguardi. Posso dire con convinzione che anche grazie a loro ho potuto affrontare il ballo più difficile della mia vita, quello con il tumore al seno. Dopo la diagnosi del cancro al seno, la mia vita ha subito una vera e proprio rivoluzione. La mia scuola di ballo, che si trova all’interno del parco di casa dove vivo con mio marito Tino, sempre accanto a me da oltre trent’anni, ha visto nascere tutte le nuove idee che ho realizzato per combattere, a passi di danza, il tumore. Una battaglia che ho deciso di combattere ogni giorno con l’aiuto di un gruppo di lavoro impegnato su diversi fronti. Dal Sensual Dance Fit – progetto per sole donne dove convivono danza, attività sportiva, motivazione e condivisione - fino all’ultimo proposito solidale, Dance For Oncology.
La mia scuola nel parco di casa è una fucina di idee, una pista da ballo dove si impartiscono ogni giorno lezioni di tecnica e, allo stesso tempo, lezioni di vita. Qui, tanti ballerini provenienti da tutto il mondo seguono le mie lezioni con il sogno di diventare dei campioni. Ho subito interventi invasivi e seguo cure costanti da diversi anni, quando ebbe inizio il mio percorso oncologico, avevo serie difficoltà di movimento.
Ma non mi sono mai voluta arrendere. In qualche modo, la mia formazione di ballerina mi è stata di aiuto nell’affrontare questa difficile prova. La danza ha assunto, per me, una seconda veste, quella di arma da combattimento. Il metodo SDF è nato, inizialmente, per me stessa. Una sfida. Volevo trovare una soluzione utilizzando ciò che conosco bene. Ero certa che, attraverso la danza, sarei stata in grado di ritornare a vivere la mia vita.
Una sedia, uno specchio e tante idee. In pochi anni Sensual Dance Fit ha preso piede in tutta Italia ed all’Estero con centinaia di scuole ed insegnanti formate costantemente, migliaia di allieve, donne senza distinzioni di età. Un percorso di sorellanza ed auto-mutuo-aiuto dove poter imparare ad usare tutte quelle risorse che ogni donna ha, anche se ne è inconsapevole. Un modo per ritrovare sè stesse, amarsi ed avere uno scambio con altre “sorelle”.
Tra le idee divenute realtà all’interno della mia scuola di ballo ho portato a compimento un progetto a carattere solidale unico al mondo. Riflettendo sul potere della musica e del ballo ho ideato un nuovo progetto a sostegno di tutti quei pazienti oncologici che ogni giorno combattono la mia stessa battaglia. Si chiama Dance for Oncology ed è l’associazione che ha come obiettivo quello di aiutare i pazienti oncologici – sia donne che uomini – attraverso lezioni di danza, muovere il corpo in maniera programmata e riacquistare autostima.
La gratuità dei corsi è un elemento fondamentale; tanti insegnanti di tutta Italia hanno creduto nel progetto ed offerto generosamente le loro lezioni, così come molti medici ed importanti strutture sul territorio nazionale che hanno accolto la proposta di collaborare attivamente a sostegno dell’associazione.
