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Fanny Cristina Campion

Mi chiamo Fanny, ho 55 anni, sono divorziata, e dal novembre 2021 sono in cura presso l'Istituto dei Tumori di Milano per un tumore al seno con metastasi.

Sono una vittima delle conseguenze del covid, nel 2020 infatti è saltata la mammografia e ho eseguito privatamente una ecografia che ha evidenziato la presenza di numerosi cisti nel seno, ma l'anno dopo quello che si era formato era una massa tumorale.

La parola tumore fa ancora molta paura, quindi si viene pervasi da un intenso timore che ci rimanga ancora poco tempo e, dopo aver visto la morte in faccia, tiri avanti perché non puoi fare altrimenti e ti scontri con le varie difficoltà della vita.

A dicembre 2021 ho iniziato la chemioterapia, poi il covid mi ha stoppato per quasi un mese e ho ripreso a fine gennaio 2022.

Il mese dopo mia figlia ventenne se ne è andata di casa lasciando il mio secondogenito Matteo (allora 15 anni) completamente da solo a gestire la situazione, tornava a casa da scuola e si occupava di me preparandomi i pasti, io dopo la chemio stavo male per 10 giorni.

Nel marzo 2022 è arrivata Emma, cucciola di 3 mesi proveniente dalla Sicilia, abbandonata in un campo con i fratellini. Alla volontaria che è venuta a casa per il suo preaffido ho mentito e ho giustificato il cappello di lana in casa con il freddo (reale) della abitazione dove vivevamo (pioveva dentro ed era piena di muffa) ben consapevole che se le avessi raccontato come stavano effettivamente le cose, probabilmente non me la avrebbero data. Ma Matteo voleva un cane da almeno 3 anni, e quello era il momento giusto perché potesse vedere esaudito il suo desiderio, aveva un intenso bisogno di positività per affrontare la situazione in cui si trovava.

Emma adesso ha 3 anni, Matteo ne ha 18 e stiamo affrontando tutti insieme le nostre difficoltà, dopo tanto penare dall'anno scorso siamo in una casa nuova che ci piace molto. Le mie cure non avranno termine, la mia è una malattia cronica che può solo essere tenuta sotto controllo, ma che non guarisce a causa delle metastasi.

Io sapevo che mi sarei ammalata, lo sapevo perché durante il mio matrimonio ho provato un dolore emotivo molto forte, essendomi innamorata di una persona per la quale io non esistevo, c'era solo lui e quando me ne sono resa conto era tardi ...

Da libera professionista non godo di alcuna agevolazione economica, quindi, stando male, ho cominciato a lavorare sempre meno e le difficoltà finanziarie si sono sommate a quelle sanitarie.

La LILT di Milano mi ha agevolata con un piccolo contributo mensile e poi sono stata (a mia insaputa) candidata, e ho vinto, il Premio in denaro “Women for Women against violence - Un sorriso per Elena”.

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