
Ines e Giulio Pivetta
Mi chiamo Giulio Pivetta, la mia famiglia era formata da me, mia moglie Ines, dalla primogenita Stefania e da Mirko con il figlio Alessio, il più giovane. Mia figlia Stefania era sposata con Alessandro Maja. Hanno avuto due meravigliosi figli, Nicolò e Giulia, all’epoca dei fatti rispettivamente di 23 e 16 anni. Nicolò aveva ottenuto la maturità in un istituto aeronautico e il brevetto da pilota privato conseguito nell’Aeroclub Varese, mentre Giulia frequentava la seconda scientifico a Gallarate.
Una famiglia che possiamo definire normale e con un buon livello economico. Alessandro lavorava in proprio essendo geometra ed architetto d’interni e Stefania casalinga.
Purtroppo per questa bella famiglia nel maggio del 2022 è successo quello che nessuno di noi avrebbe mai immaginato… si è dimezzata con la morte di Stefania, 57 anni, e di Giulia di appena 16 anni, uccise per mano del marito e padre. Nicolò invece, ferito gravemente fu portato in ospedale a Varese in codice rosso in fin di vita. Ricoverato in terapia intensiva per lui è stato un calvario, un mese di coma, diverse operazioni alla testa e dopo il risveglio dal coma nasce per la seconda volta, noi per 4 mesi facevamo spola da Cassano Magnago all’ospedale di Varese.
Le condizioni di Nicolò di come aveva passato la notte e la giornata ce le forniva il dr Motta responsabile del reparto.
Dobbiamo ringraziare l’équipe dell’ospedale di Varese che ha salvato la vita di Nicolò, gliene siamo infinitamente grati. Dopo le dimissioni avvenute nel settembre del 2022, Nicolò rimasto solo è venuto a vivere nella nostra casa di Cassano Magnago. Da quel momento la nostra vita è radicalmente cambiata, il nostro obiettivo era il suo futuro. Rimase in carrozzina per circa un anno ancora e durante questo periodo dovevamo stargli vicini perché aveva bisogno di tutto.
Dopo, piano piano, grazie alla riabilitazione nell’ospedale di Somma Lombardo, ha fatto passi da gigante e a tutt’oggi cammina autonomamente. Noi siamo sempre presenti per qualsiasi cosa gli necessiti (gli amici dicono che siamo la sua ombra, anche se manca il sole).
Nicolò ha inoltre intrapreso delle cure private, psicologo e fisioterapista ed è arrivato a quello che ha ottenuto fino ad oggi. Ha fortemente voluto un posto di lavoro e la patente di guida, e questi suoi sogni si sono avverati.
Avrei tante altre cose da dire ma mi fermo qui… però devo dire ancora che durante questo periodo di convalescenza Nicolò riceve una telefonata un numero sconosciuto, chi sarà? Dall’altra parte del telefono mi risponde una voce di donna, si presenta “Sono Donatella Gimigliano da Roma”
La nostra ancora di salvezza
Da parte di tutti noi, grazie Donatella
