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Maria Grazia Cucinotta

​Ho sempre pensato che, se avessi potuto fare qualcosa per aiutare le persone, l'avrei fatto senza esitazione. Quando ho scoperto quanto sia devastante il cancro al seno, non potevo restare in silenzio. È una battaglia che colpisce tante donne, e se posso fare la mia parte per portare più consapevolezza, per me è un dovere.

Mi sono avvicinata a questa causa con il cuore aperto, cercando di utilizzare la mia visibilità per sensibilizzare le donne sull'importanza della prevenzione. Ogni anno, la diagnosi di cancro al seno arriva per tante donne come un colpo al cuore, ma il modo in cui affrontiamo questa realtà può fare la differenza. E quando mi è stato chiesto di diventare testimonial della Race for the Cure, non ho avuto dubbi perché non è solo una corsa, ma un momento di grande valore simbolico, un'occasione per far sentire il nostro sostegno a tutte le donne che combattono contro il cancro al seno. È una causa che mi sta particolarmente a cuore, perché credo profondamente nella forza della prevenzione, nella forza della solidarietà e nell'importanza di non sentirsi mai sole in un momento così difficile. Ogni anno, vedere migliaia di persone, donne e uomini, partecipare a questa corsa è un'esperienza emozionante e significativa. La Race for the Cure non è solo una sfida fisica, ma una manifestazione di speranza, un modo per dare visibilità a tutte le storie di chi ha lottato, sta lottando o purtroppo ha perso la battaglia. E questo, per me, è fondamentale: dare voce a chi ha bisogno di essere ascoltato, far capire che ci siamo e che possiamo fare qualcosa.

Parallelamente, la questione della violenza sulle donne è un tema che mi tocca profondamente. È inaccettabile che nel nostro mondo ci siano ancora donne che vivono nella paura. Ho lavorato con diverse organizzazioni per sensibilizzare l'opinione pubblica e per sostenere chi ha subito violenze. Attraverso campagne e testimonianze, ho cercato di dare un volto a queste storie e di rompere il silenzio che spesso circonda questi temi. Dalla mia esperienza è nato un libro di denuncia, “Vite senza paure”, che contiene un messaggio di speranza: alla violenza non bisogna arrendersi, e ho fondato l’omonima associazione che si dedica a sostenere le donne vittime di violenza attraverso vari servizi, tra cui assistenza medica, psicosociale e legale, e si impegna anche nella sensibilizzazione e formazione, presentando proposte di legge e firmando protocolli d'intesa con altre realtà impegnate nella causa.

Insieme possiamo fare la differenza. Ogni passo conta, ogni voce è importante. Ricordate, non siamo soli in questa lotta.

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