
Valentina e Francesca Pitzalis
Sono sopravvissuta a un tentativo di femminicidio per mano di chi diceva di amarmi più di ogni altra cosa: mio marito.
Avevo 27 anni ed ero stata sposata con lui per tre anni. Da un anno eravamo separati ma lui non aveva accettato la separazione e legalmente era ancora mio marito. Il 17 aprile 2011 mi ha attirato a casa sua con la scusa di un documento e invece aveva premeditato la mia morte in un modo atroce. Mi ha gettato addosso del liquido infiammabile e mi ha dato fuoco. "O con me o con nessun altro", queste le parole che mi aveva sempre detto, ma io credevo fossero solo parole. Ho sottovalutato il pericolo perché non l'ho saputo riconoscere, esattamente come tutti i campanelli d'allarme che allora non conoscevo e ho scambiato per semplice gelosia. In realtà invece mi avrebbero dovuto mettere in guardia e avrei dovuto capire che quello non era amore ma possesso e controllo. Ora lo so ma il prezzo che ho pagato è stato altissimo. Sono ustionata nel 30% del corpo, sono sfigurata e menomata. Quello che mi è stato fatto mi ha inoltre resa invalida al 100% e non sono più autosufficiente. Lui invece è morto per ipossia nell'inferno che aveva creato per me. "Lui non è riuscito a uccidermi e io non sono riuscita a salvarlo", questa frase riassume l'orrore di quello che mi è successo.
Una cosa però non me l'ha portata via, il sorriso.
Ho lottato per mantenere il mio sorriso e sono riuscita a trasformare l'odio e il rancore in qualcosa di positivo per aiutare me e tutte le donne che subiscono violenza. Grazie all'aiuto di FARE X BENE ETS, porto la mia testimonianza nelle scuole di tutta Italia per far conoscere i campanelli d'allarme e far sì che nessuno possa più commentare i miei errori di sottovalutazione e si possa salvare in tempo. Sono molto impegnata nel sociale e la mia missione è quella di informare e sensibilizzare alla lotta contro la violenza di genere tutti coloro che vogliono ascoltarmi.
Vorrei vivere in un mondo dove il rispetto e l'amor proprio e verso il prossimo siano i valori fondamentali.
La mia rinascita è stata possibile non solo grazie all'equipe medica che mi ha salvata ma soprattutto grazie all'amore e la vicinanza della mia famiglia. Il destino però si è accanito ancora una volta su di noi e nel 2016 mia sorella Francesca si è ammalata di tumore al seno. Una forma molto aggressiva, nonostante la sua giovane età. Fortunatamente lei ha avuto la meglio e continua a tenermi la mano e a ispirare la mia rinascita con la sua forza e la sua resilienza.
Ogni giorno ci sosteniamo a vicenda, trovando nel nostro legame una fonte inesauribile di forza. Io do voce al mio messaggio di prevenzione, mentre Francesca ispira chi affronta la malattia con il coraggio della testimonianza. Non siamo solo sopravvissute, siamo testimoni della forza che ogni donna ha dentro di sé, pronta a emergere anche nei momenti più bui.
Abbiamo deciso di partecipare a questa mostra fotografica per testimoniare che non bisogna arrendersi mai e per sensibilizzare tutte le persone su questi due temi importantissimi che ci hanno unito ancora di più. Violenza di genere e lotta al tumore al seno.
Per dimostrare che si può sopravvivere nonostante tutto col sorriso.
